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Il grande matematico, fisico e filosofo Archimede di Siracusa (287 AC - 212 AC ) si colloca storicamente secondo la tabella riportata di seguito nel contesto culturale sicuramente più fecondo della Magna Grecia del terzo secolo Avanti Cristo.

Il suo contributo nel campo delle scienze applicate della fisica e della matematica costituisce la base di alcune delle tecnologie oggi di più ampia scala di utilizzo e a ragione di questo contributo al sapere umano la sua effige è ancora oggi riprodotta addirittura sui francobolli ed in passato venne riprodotta praticamente in tutte le epoche storiche. Questo ha consentito di conservare memoria nei secoli anche del suo aspetto fisico e non solo del suo contributo cognitivo e scientifico, peraltro forse più importante. Il suo metodo di calcolo delle aree e dei volumi ha anticipato di 2,000 anni prima di Newton e Leibniz il calcolo integrale. Per la straordinarietà delle sue intuizioni fisiche e per le applicazioni belliche da lui realizzate, Archimede è citato da tutti i più importanti storiografi dell’antichità nei loro scritti.
• Diodorus Siculus (circa 1° secolo AC), Bibliotheke;
• Athenaeus of Naucratis (circa 200 AC), Deipnosophistae;
• Eulero (1707-1783), XIV "Quaestiones Mathematicae";
• Vitruvio (circa 1° secolo AC), De Architectura;
• Plutarco, vari scritti.
I lavori di Archimede che sono giunti fino a noi direttamente, sono i seguenti:
• Dell’Equilibrio dei piani (due libri);
• Quadratura della parabola;
• Delle sfere e dei cilindri (due libri);
• Delle spirali;
• Dei conoidi e degli sferoidi;
• Dei corpi galleggianti (due libri);
• Della misura del cerchio;
• Il Palinsesto;
• Il Metodo;
• L’Arenario;
• Lo Stomachion.
Ci sono poi citazioni di altri lavori di Archimede che sono invece andati perduti nei secoli: lo storiografo antico Pappus riporta di un lavoro sui Poliedri Semi-regolari, Delle Leve e dell’Equilibrio, Degli Specchi. Archimede venne ucciso nel 212 Avanti Cristo durante la presa della città di Siracusa da parte dei Romani durante la seconda Guerra Punica quando tutti i suoi sforzi di tenerli a bada con le macchine belliche erano falliti. La storia della sua morte è raccontata da Plutarco e Cicerone, in segno di omaggio, cercò e trovò la tomba di Archimede nel 75 Avanti Cristo. Tutte le suddette opere furono tradotte in latino nel medioevo e studiate a fondo durante il Rinascimento. E’ singolare che l’enorme contributo di Archimede sia stato rivalutato e riscoperto solo dopo che Euclide pubblicò “Gli Elementi”.
Effigi di Archimede nei secoli:

Francobolli di vari paesi con l’effigie di Archimede:

E’ noto che nel mondo ellenistico, in particolare fra la Magna Grecia e l’Egitto, c’era un ricco e complesso sviluppo di ricerca scientifica, con un impegno anche nell’evoluzione tecnologica. Strumenti di calcolo (o di rilevazione astronomica) non servivano solo per applicazioni pratiche di ingegneria, ma anche all’evoluzione del pensiero filosofico. Archimede si colloca in quel contesto.
Quel processo si è, in gran parte, interrotto nel medioevo. Nell’Europa che si era formata dopo le “invasioni barbariche” il pensiero della cultura classica non era del tutto perduto, ma conservato solo in alcune ristrette comunità monastiche o in società segrete sospettate di eresia. Le sperimentazioni scientifiche e tecniche erano viste con diffidenza, come magie, stregonerie o pratiche demoniache – mentre le corporazioni di “arti e mestieri” custodivano gelosamente i loro segreti e spesso assumevano il carattere di comunità esoteriche ed iniziatiche.
In queste epoche storiche gli scritti di Archimede sono stati visti per le applicazioni tecnologiche suggerite, ma non certo per il metodo scientifico che egli propugnava.
Il contributo scientifico
Le intuizioni di Archimede spaziavano su campi diversificati. Tra le invenzioni e le applicazioni meccaniche attribuitegli si trovano:
Il principio della leva

La vite senza fine

Il principio della spinta di galleggiamento e la stabilità dei corpi nei fluidi

..di cui lo studio sulla liquefazione e sui cedimenti del terreno

Gli studi sulle sfere e sui cilindri

I meccanismi in movimento :
un esempio è l’orologio ad acqua

Tra le macchine belliche da lui disegnate e costruite, si ricordano specialmente:
Gli specchi ustori

I ganci ed i bracci meccanici

e le rispettive applicazioni belliche tanto temute dai Romani

Tra gli studi di geometria, si annoverano:
Studi sulle aree e sui volumi “eccellenti”


I solidi regolari:

La spirale: nel suo libro "Sulle spirali" Archimede dà una descrizione cinematica della curva: una retta che ha un estremità fissata in ruota uniformemente; su di essa si muove di moto uniforme un punto . La curva descritta dal punto P è la spirale di Archimede

I tangrammi – nel libro “Stomachion”

Ad oggi la città di Siracusa non gli ha ancora dedicato un monumento degno della sua fama,ma tra i siracusani c’è chi,come Antonio Randazzo, ha scolpito una scultura che ne rievoca la figura donandola ad un parco della città( il parco Robinson di boscominniti) e chi gli ha dedicato un Tecnoparco in via G. Agnello 26, dove sono esposte repliche e modelli in scala dei macchinari e strumenti del III secolo a. C. ,mettendo in evidenza i contributi tecnologici apportati da Archimede,doveva nascere una Domus Archimedea, di cui tutti noi siamo ancora in attesa. |