| I tribuneddi di Ortigia ( a cura di E. Romano)
Lo scopo di questo scritto è duplice,uno è quello di far conoscere i cosiddetti “tribuneddi”,le edicole votive di Siracusa,tanto venerate nei secoli passati , quanto, negli ultimi decenni, ridotte all’oblio dalla noncuranza e dai mutamenti del centro storico e l’altro vuole essere un invito appassionato a percorrere l’itinerario tracciato dalla presenza di questi manufatti per cogliere nuovi scorci del centro storico di Siracusa,dedicando un po’ di attenzione a questi segni di cultura popolare che fanno parte dell’identità del luogo. Sin dall'inizio della sua avventura generazionale l'uomo ha sentito il bisogno di crearsi un rapporto con un livello superiore, una entità capace di proteggere i suoi passi, accompagnarlo nel cammino, preservarlo dalle insidie, aiutarlo nelle difficoltà. Per questo da sempre l'uomo ha cosparso di immagini sacre le sue dimore, i luoghi della sua quotidianità, le strade dei suoi tragitti abituali. Edificate da privati cittadini come atto di devozione o di riconoscenza per una grazia ricevuta verso i Santi e la Madonna, le edicole votive sono da sempre espressione dell’arte e della religiosità popolare. L a funzione delle edicole era , ed è per quelle rimaste, sia pubblica che privata; realizzate in proprio, divenivano punto di riferimento per tutto il vicinato come luogo integrativo di culto per recitare il rosario o semplici orazioni nel corso della giornata. Spesso davanti a tali edicole ardeva una fiammella, che fino al XIX secolo era anche l’unica fonte di illuminazione stradale( solo nel 1888 l’illuminazione elettrica fu portata a Siracusa). Chi si addentra per le strade di Ortigia può ammirarle esposte su un angolo della facciata principale o discretamente collocate in posti più nascosti ma certamente più intimi. Esse sono in genere opera di artisti o di artigiani locali, per lo più rimasti anonimi perché questa forma d’arte era ritenuta minore. Le edicole sono il luogo dei Santi e sono lo strumento della mediazione tra l’uomo e Dio. Chiaramente la maggior parte di esse vede rappresentata la Madonna, massimo potere di intercessione verso Gesù. Erano e sono gli abitanti del quartiere, della via, del ronco a prendersi cura dell’edicola, abbellendola con qualche fiore, con un lumino. Le vie di Ortigia ospitano una vasta iconografia della Madonna col Bambino, che viene rappresentata in diversi atteggiamenti che privatizzano l’immagine al luogo e alla comunità ad essa devota. Ad esempio, l’edicola della Madonna delle Grazie, trova la sua devozione principalmente nel quartiere dei pescatori (la Graziella al Ronco 5°),un culto che si rinnova a seconda della devozione del singolo fedele; a pochi passi, nel Ronco II alla Graziella, troviamo l’edicola dedicata alla Madonna che allatta il Bambino (oggi vuota)così anche vicino la chiesa di S. Paolo è presente la figura della Madonna della Provvidenza. Ogni particolare iconografico appare sotto un carattere votivo o commemorativo specifico, che riunisce la comunità, ma la distingue nel culto devozionale individuale. Il culto della Madonna , a cui è dedicata la cattedrale di Siracusa, giustifica la folta presenza in città di edicole legate a questa effige sacra. Dalla Madonna della Catena, in via Dione, raffigurata col Bambino e due fedeli all’interno di una stanza, all’edicola dedicata a Maria SS. dei Miracoli, sita nella via omonima, dove la Vergine col Bambino è posta su un piedistallo e sporge dal suo mantello la testa di un puttino, infine, la M. SS. Addolorata, in via delle Pergole al n.30, rappresentata dall’espressione triste e avvolta da una tunica e un manto nero. Dal punto di vista architettonico M. Romano individua tre differenti tipologie di edicole votive: le edicole dei quartieri popolari (Graziella e Giudecca) ripetono quasi sempre, il primo tipo architettonico, cioè l’incavo quadrato, ricavato nello spessore della muratura, dove l’essenzialità della struttura difende dalle intemperie l’immagine e offre l’appoggio per le offerte votive, spesso è arricchita da uno sportello, in vetro e legno, con l’aggiunta di un cancelletto in ferro battuto (l’edicola di San Nicola, oggi vuota) in via Paolo Sarpi o l’edicola del SS. Crocefisso sita nella via omonima). Al secondo tipo appartengono le edicole poste nei cantonali, dove l’immagine, a filo di parete, è coperta da una struttura esterna a falde che serve al deflusso delle acque meteoriche, di solito si accompagna una mensola di marmo o legno che fuoriesce dalla parete di 10/20 centimetri (la Madonna sita nel cantonale tra via Dione e via dell’Apollonion e l’edicola della Madonna della Pietà, sita nel cantonale tra via Cavour e via dell’Amalfitania). Il terzo tipo ripropone una copertura più stabile ,in pietra, che ripete le forme triangolari di un timpano sorretto da colonne o da semicolonne scanalate o lisce (come l’edicola di S. Lucia al 125 di via Roma o l’edicola di S. Giuseppe sita nel vicolo II alla Giudecca). Nel 1921, la Corporazione dei portuali fece edificare, in onore del proprio santo protettore, S. Sebastiano martire, una cappella,sita in via Ruggero Settimo al n. 28,che ospita al suo interno un altare su cui poggia una nicchia con semicolonne corinzie scanalate, un frontone triangolare e una statua del santo devoto . Tra tutte le edicole votive questa è la più sontuosa, e passando per via Ruggero Settimo non si può non ammirarla e magari rivolgerle un gesto di devozione. La figura della vergine e martire siracusana, S. Lucia, patrona della città, è anch’essa oggetto di grande devozione. Molte le edicole dedicate, come quella già citata di Via Roma, dove, oltre l’effige della santa, è raffigurato l’episodio del 1646, quando un veliero carico di grano entrò nel porto di Siracusa ponendo fine alla carestia che affliggeva la città. Mentre l’edicola, sita in Riva della Posta al n.8, raffigurante la santa è del 1909,a ringraziamento della tutela ricevuta durante il terremoto di quell’anno che sconvolse la Sicilia Orientale e in maggior modo Messina. Altro esempio di edicola,risalente al XVIII sec.,lo troviamo sul prospetto di Palazzo Russo al n.22 di Via Veneto, dove, purtroppo ,la statuetta della santa è acefala e senza le braccia. Al 136 di via Maestranza l’edicola contiene un dipinto su tavola che ritrae la santa. Nel cantonale tra via Picherali e Piazzetta S. Rocco troviamo una piccolissima statua della santa in pietra dentro una nicchia modesta per la sua semplicità. Al n. 15 di via Cavour, siamo nel quartiere dei Bottai, si trova un incavo che contiene una statua in gesso della santa che è una copia del simulacro conservato nella cappella di S. Lucia in Cattedrale. Certo non sono state annoverate tutte le edicole votive della città, ma sicuramente le più belle e le più significative,che vi invito a visitare,a fotografare e perché no a rivolgere un gesto di devozione, perché anche attraverso l’attenzione al patrimonio culturale si mantiene viva l’identità.
Bibliografia
M. Romano - Le edicole votive di Siracusa – E. Romeo ed. 1991, pp.19-20
L. Trigilia – Siracusa:distruzione e trasformazioni urbane dal 1693 al 1942 – Officina edizioni 1985
(Photogallery) |
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