Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

   







15000 visite nel 2009

Le latomie di Siracusa

Dal greco lithotomìai, il termine latomia significa pietra tagliata. Le latomie erano imponenti cave di pietra ,da cui si estraeva il materiale per la costruzione di edifici,mura e strade dell’antica Siracusa. A partire dalla Latomia dei Cappuccini,collocata al confine orientale della pentapoli greca,fanno seguito da Est verso Ovest quelle Broggi e Casale, seguite dalle Navantieri e Carratore (nei pressi della Basilica di S. Giovanni Battista) fino a quelle di S.Venera , del Paradiso e dell’Intagliatella (all’interno del Parco della Neapolis), l’ultima è quella del Buffalaro o del Filosofo (nei pressi del Castello Eurialo). Le latomie hanno, nel corso dei secoli cambiato la loro destinazione d’uso: da cave di pietra sono state utilizzate come prigioni ed infine come luoghi di culto e necropoli pagane e cristiane,testimoniato dalla presenza di molti quadretti votivi dedicati a morti eroizzati. Tucidide le indica come prigioni utilizzate dopo la grande sconfitta ateniese nelle acque di Siracusa intorno al 412-413 a.C., Cicerone le descrive come "luoghi sicuri" e Diodoro narra che in esse fu imprigionato il poeta Filosseno, reo di non aver apprezzato i componimenti del tiranno Dionìsio. Di tutte le latomie siracusane, la più antica e la più bella è la latomia dei Cappuccini, di cui non si conosce con certezza la data di inizio del suo uso, ma già nel VI secolo a.C. Senofane da Colofone ne descriveva i pesci fossilizzati nelle rocce. Il Capodieci narra che anticamente essa era chiamata del Palombino e solo in seguito fu detta Silva dei Cappuccini perché fu donata nel 1582 dall’Università di Siracusa ai Frati che vi edificarono sopra il loro convento e trasformarono la latomia in giardino e orto, a questo si deve la vegetazione presente ancora oggi. Con la legge di confisca dei Beni Ecclesiastici del 1866, la latomia divenne proprietà demaniale. All’inizio del Novecento l’area fu destinata a giardino pubblico, con la realizzazione di infrastrutture,tra cui anche un piccolo teatro all’aperto,la suddivisione in aiuole e l’impianto di diverse specie ornamentali, ancora oggi presenti. A seguito di un crollo che interessò la latomia ,negli anni sessanta,fu chiusa al pubblico e lasciata in condizioni di abbandono. Solo negli ultimi anni,dopo una serie di lavori di consolidamento e di sistemazione, la latomia è stata riaperta al pubblico, grazie ad una convenzione tra il comune di Siracusa e la sezione siracusana di Italia Nostra, che dal 2004 ne garantisce la fruizione oltre a instaurare rapporti con le Università del territorio, che ne hanno fatto oggetto di studio. La latomia si estende per circa mq 23.000, vi si accede attraverso una lunga,ma agevole scala, le alte pareti raggiungono i 30/40 metri di altezza,al centro si erge un grande pilone, raffigurato in tutte le incisioni d’epoca e che per l’azione corrosiva del tempo ha assunto la forma della testa di un coccodrillo dall’enorme bocca spalancata. Gli ipogei che si incontrano nel percorso sono caratterizzati da arcosoli molto semplici e non decorati. In una delle aiuole centrali si trova una statua che raffigura Archimede, opera dell’artista siracusano Luciano Campisi, commissionatagli dal Circolo Operaio Archimede nel 1885. Sempre attraverso una breve scala,caratterizzata da una volta integra, si accede al resto del percorso dove insistono due teatri, il piccolo e il grande teatro, diversi pozzi e ingrottamenti. La vegetazione è rigogliosa, variegata e con uno sviluppo apicale importante,20/30 metri, poiché le piante vanno alla ricerca del sole,poco presente in diverse ore del giorno. La latomia offre uno spazio concluso in cui le giuste condizioni di temperatura e di acustica mantengono un habitat naturale e scenografico di ampia valenza per l’uso cui oggi è deputato. Il sito è fruibile da Lunedì al Venerdì dalle 9,30 alle13,00.