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La Chiesa Sveva di S. Andrea (di Mariarosa Malesani)

I resti della chiesa di S.Andrea ricadono nell’ambito del comune ibleo di Buccheri. Il torrente parallelo al torrente Sant’Andrea scorre nella valle Ragameli era la spina dorsale di un antico feudo Rachalmeni. Il nome deriva da due voci arabe: ‘rahl –casale e menzil- posta, tappa o meglio la stazione dei romani. Per portare un nome arabo doveva essere stato fondato e abitato da popolazioni arabe. Al tempo di Federico II a causa di tre grandi ribellioni degli arabi, l’imperatore li eliminò dal suo regno e quelli che sopravvissero furono deportati a Lucera in Puglia. Questo trasferimento coatto fu compiuto attorno al 1246 e lasciò deserte le campagne. Tutto avvenne 70 anni prima della più antica menzione di Rahalmeni. Rahalmeni risale al periodo precedente la conquista normanna avvenuta attorno al 1086. Nella loro politica di definitivo assoggettamento della popolazione mussulmana nelle terre conquistate per i normanni era necessario favorire ogni azione atta alla sua cristianizzazione. E’ in questa ottica che essi, dando al clero la funzione di quinta colonna, finanziavano la costruzione di nuove sedi di culto cristiano anche nei piccoli paesi dove mancavano. Nel 1320 notizia certa dice che apparteneva a Gerardo Montalto, signore di Buccheri. Idrisi, il geografo di Ruggero, scrive attorno al 1150 e parla di Buccheri (Bukir) come paese importante e popoloso.